Qui distesa che ti aspetto,
mi han sdraiata al tuo cospetto,
sto gettata in cima al mucchio,
da lontano io ti addocchio.
Sono qui, a te mi offro,
giaccio immobile e soffro,
annoiata ed impaziente
a guardar passar la gente.
Han scelto un’altra, e non comprendo:
Che mi manca? – e qui mi offendo –
Sarà la stoffa che non ho?
Eppur anche io valgo, e lo so!
Son rifiutata eppur mi dono,
candida e morbida io sono.
Forse è il prezzo che non vi va?
Ma tutto si paga, in questa società.
Infine arrivi, proprio tu mi prenderai,
con le tue mani forti mi aprirai.
Infilerai in me la mela del peccato
e mi porterai via da questo squallido mercato..
Ma ahimè sono fatta in mater-bi
E mi rompo se mi graffi con quel cosino lì!
Il picciolo di quella fottuta mela, dico:
ha strappato la mia pelle che non vale un fico!
Sono triste ora, e non son più così carina,
e piangendo canto
il blues della sportina.
Anonimo